Vantaggi dei serbatoi in PE prodotti mediante stampaggio rotazionale

Economicità

– I serbatoi in Polietilene (PE) sono prodotti in monoblocco e non necessitano di alcun processo di assemblaggio e saldatura in cantiere. Solo nel caso di serbatoi modulari di grandi dimensioni (nel caso di Rototec volumi > a 36000 lt) può essere necessario effettuare delle saldature sul cantiere. Queste necessitano comunque di un tempo ridotto e di attrezzature limitate (una elettrosaldatura è realizzata in un tempo massimo di 2 ore). Nel caso di manufatti in CLS, spesso vengono assemblati direttamente sul cantiere con tempi di realizzazione molto lunghi, con la necessità di utilizzare una forza lavoro massiccia e un’attrezzatura molto ingombrante, con il risultato di far lievitare esponenzialmente i costi di fermo cantiere.

Vasca biologica in CLS assemblata in cantiere
Vasca biologica in PE preassemblata

– Un serbatoio monoblocco di PE da 30 m3 ha un peso di circa 1240 kg e può essere movimentato e posizionato in opera con un muletto o con una semplice pala meccanica utilizzando delle opportune fasce. Un serbatoio della stessa capacità in CLS ha un peso di circa 20400 kg e per la movimentazione e posa necessita di una gru il cui costo di affitto è notevolmente superiore rispetto a quello dell’affitto di una pala meccanica

Movimentazione di un serbatoio in CLS e di uno in PE

– Il polietilene è un materiale a impatto ambientale nullo in quanto è riciclabile al 100%, pertanto dopo la dismissione del serbatoio il materiale può essere completamente riutilizzato per la produzione di nuovi manufatti. Sono pertanto nulli i costi di smaltimento.

Durabilità

I manufatti in cemento posati su soletta (armata o non armata) e annegate nel calcestruzzo di rinfianco, normalmente non risentono di azioni chimiche indotte dalla natura del terreno circostante. Non altrettanto si può dire per i manufatti rinfiancati con terreno comune o inerti scelti. Ovviamente più l’impasto è poroso maggiori sono le possibilità di aggressione chimica.

I manufatti in cemento danno origine facilmente a concrezioni biochimiche e biologiche e la resistenza agli agenti basici, e soprattutto acidi, non è delle migliori.

Sulle pareti costantemente bagnate di un serbatoio in CLS contenente acque reflue (vasca Imhoff, depuratore,…), si forma uno strato mucoso, molto sottile. Questo strato mucoso è la zona di intensiva attività biologica, dove si verificano condizioni anaerobiche e si ha la riduzione del solfato e la formazione del solfuro. Sulla superficie di contatto tra lo strato mucoso e il refluo, si forma spesso una zona aerobica (contenente ossigeno).

L’idrogeno solforato (H2S) è un gas molto diffuso in natura e noto per il suo odore (paragonabile a quello delle uova marce), può formarsi per decomposizione di materie organiche, soprattutto albumina (bianco dell’uovo) capace di produrre grandi quantità di H2S. L’H2S che sottoforma di gas si libera dalla soluzione, può ossidare su superfici fisse. In presenza di umidità l’H2S ossida ad acido solforico per mezzo di un batterio (Thiobacillus Concretivorus). Questo acido solforico (H2SO4) è la causa diretta di azioni fortemente corrosive.

I diversi rivestimenti delle pareti interne dei manufatti di cemento hanno evidenziato in diversi casi, oltre all’aumento del costo dei materiali, le seguenti problematiche:

il rivestimento con mattonelle di grés ha evidenziato la necessità di intervenire con ulteriori operazioni di stuccatura con materiali idonei, poiché l’azione corrosiva (simultanea a quella dell’abrasione) localizzata nelle “fughe” (fra una mattonella e l’altra) ha determinato il distacco delle stesse. Il rivestimento con resina epossidica viene realizzata in spessori ridottissimi con resine suscettibili agli urti (movimentazione di carico, trasporto, scarico, movimentazione di cantiere, posa e giunzione) generanti rotture e possibilità di distacco dalle pareti dando origine ai temuti fenomeni di corrosione, quindi con garanzie di efficacia non certe.

Per contro la resistenza chimica del PE nei confronti della maggior parte dei compositi chimici corrosivi e dei solventi può definirsi ECCELLENTE, in quanto praticamente inerte per tutte le situazioni ammissibili come scarichi, soprattutto in ambito industriale.

La resistenza alla corrosione elettrochimica e biologica è pressoché totale; non necessita di rivestimento protettivo alcuno (anzi lo si usa spesso per protezione esterna e/o interna di altri manufatti) e quindi non è a rischio di danneggiamento e distacco dalle pareti.

Il polietilene non subisce interazione catodica con eventuali correnti vaganti presenti nel terreno. Questo ne garantisce la funzionalità anche in zone prossime a linee di alta tensione e transito ferroviario senza necessità di particolari precauzioni in termini di isolamento elettrico.

Qualità del materiale

  • Il PE è atossico e i manufatti possono contenere senza rischi acqua potabile e diversi fluidi alimentari (latte, vino,…). Non c’è pertanto alcuna necessità di rivestire le pareti interne con specifiche resine o altro.

  • Il PE utilizzato per la produzione di serbatoi viene addittivato di agenti anti UV che annulla l’effetto deteriorante della luce del sole. Il manufatto diviene così praticamente indistruttibile.

  • I manufatti sono prodotti in monoblocco senza alcun punto di saldatura. Ciò garantisce un’elevata robustezza e solidità.

  • L’elasticità del PE consente un’ottima capacità di tollerare le oscillazioni telluriche in aree sismiche. Il cemento essendo molto duro e quindi anche fragile è molto più suscettibile alla formazione di crepe.

  • I manufatti in PE hanno delle superfici interne perfettamente lisce. Ciò determina una notevole facilità di pulizia e l’assenza di pori riduce al minimo la proliferazione batterica e algale.

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